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Scontrino digitale – Iva e registratori telematici

https://www.libertycommerce.it/blog/2017/06/scontrino-digitale-e-registratori-telematici/
L’evoluzione digitale è pronta a migliorare anche il commercio fisico.
La rivoluzione è già attuata per la grande distribuzione, in attesa che la normativa la avvii anche per gli esercizi commerciali più piccoli, "dimora" di artigiani e liberi professionisti.Comanda Facile configurazione

Si tratta dello scontrino digitale, una misura decisa a livello internazionale per combattere al meglio l’evasione fiscale e per fornire adeguato supporto alla Pubblica Amministrazione, ma anche per tutelare i commercianti che sinora sono sempre stati attenti agli scontrini.

Il nuovo dispositivi consentirà all’Agenzia delle Entrate di monitorare in tempo reale e in maniera computerizzata l’entità delle vendite in confronto all’Iva e all’importo totale delle merci di cui il commerciante si è rifornito.

Lo scontrino telematico è di fatto una delle misure preventive di "nuova generazione", e porta una importante ventata di novità nella lotta all’evasione.
Con la digitalizzazione dello scontrino sono contenute nell’articolo 9 della delega fiscale il credito d’imposta per le aziende che ammoderneranno gli strumenti di pagamento, il potenziamento obbligatorio del Pos e la fattura elettronica estesa anche per i privati.

 Con la rivoluzione portata anche dagli scontrini digitali il controllo sarà più capillare nella lotta all’evasione, ma al contempo i vantaggi saranno estesi anche ai commercianti, che potranno visualizzare gli incassi nella dashboard personale riservata sul sito dell’Agenzia delle entrate, potendo contestualmente contare su un servizio di archiviazione digitale fondamentale ai termini di legge e utile per tenere traccia anche di fatture emesse e ricevute, nonché di note di credito e di debito. Lo scontrino digitale varrà anche come garanzia per i prodotti che il cliente acquista, ma può essere importante anche per le note spese e per le dichiarazioni dei redditi.
Rispetto alla situazione attuale, le novità sono davvero tante.

Due opzioni sussistono al momento per la piccola distribuzione in concomitanza di un acquisto. I commercianti infatti devono emettere scontrino fiscale se titolari di un locale aperto al pubblico o di uno spaccio interno, purché sullo stesso siano riportati i dati dell’esercente, l’importo pagato dal consumatore, data ed ora di emissione, la matricola dello strumento di misurazione fiscale e il logotipo dell’azienda stessa.

Per quel che concerne i commercianti ambulanti, decorre l’obbligo di stampare la chiusura fiscale a fine giornata, su cui sia riportato il totale dei corrispettivi emessi durante l’arco temporale concesso alla vendita, ma i dati restano memorizzati nel misuratore. L’ammontare degli scontrini può poi essere richiesto in caso di eventuali controlli da parte della Guardia di Finanza, ma con le nuove misure la situazione cambierà radicalmente.

Il nuovo scontrino digitale è già stato sperimentato dalla grande distribuzione con parere discordanti, ma la situazione è poco chiara anche a livello legislativo.

Il passaggio alla digitalizzazione dello scontrino anche per il commercio al dettaglio era previsto per il 1° gennaio 2017, ma la misura si è arenata tra le stanze del Governo e prevede prima un passaggio allo scontrino digitale in modo volontario e poi invece negli anni successivi in modalità OBBLIGATORIA.

La situazione di stallo dispone quindi la rivoluzione digitale solo per le aziende più grandi, eppure i vantaggi per tutti sarebbero indifferenti. Lo Stato avrebbe la possibilità di incamerare più soldi vista l’attenzione ulteriore riservata a chi evade, mentre i commercianti che trasmetteranno telematicamente i dati attestanti le vendite potranno contare su una serie di vantaggi non sottovalutabili.

Bypassando lo spesometro, le comunicazioni delle operazioni contenute nelle black list e gli elenchi Intrasat, il commerciante potrà agire sul mercato con meno preoccupazioni. Il focus è sulla tracciabilità di un numero sempre più elevato di pagamenti, in cambio del quale il rivenditore onesto riceverebbe anche la velocizzazione di rimborsi relativi all’Imposta sul Valore Aggiunto e la riduzione a dodici mesi dei termini di accertamento.

L’unico grande dubbio riguarda i supporti fisici: l’intero parco di registratori di cassa dovrebbe infatti subire una sorta di "pensionamento anticipato".
Sarà infatti necessario che i rivenditori si dotino di registratori di casa compatibili con la normativa "salva-scontrino": alcuni modelli saranno strutturati ex novo e adibiti esclusivamente all’emissione dello scontrino digitale, altri, invece, saranno adattabili al testo di legge tramite l’installazione di un supporto in grado di connettere il registratore alla rete e di "allacciarlo" al sistema di tracciamento e analisi dell’Agenzia delle Entrate.

Tra le case produttrici, la Epson è subito corsa ai ripari per farsi trovare pronta in vista della rivoluzione digitale, e si è proposta sul mercato con alcuni modelli che accompagnano i commercianti verso il futuro prossimo. Ad esempio, i registratori di cassa EPSON FP-81 II hanno ottenuto l’ok da parte degli organi competenti, che ne hanno attestato la compatibilità con la normativa.Scontrino digitale con EPSON FP-81 II

Quando scatterà l’obbligatorietà dell’invio dello scontrino digitale, gli italiani dovranno soltanto munirsi di un piccolo kit che consentirà l’invio simultaneo dei dati, nonché l’inoltro del totale dei corrispettivi quotidiani. Si tratta di modelli in grado di garantire anche una lunga archiviazione dei dati fiscali, ma anche di produrre rapidamente i rapporti fiscali più dettagliati, rispettando al contempo le esigenze del cliente per un servizio più rapido.

Al momento, però, lo stato attuale si traduce in una possibilità nelle mani del rivenditore. Chi vuole bypassare l’emissione obbligatoria di scontrini e ricevute fiscali, può scegliere l’invio telematico dei dati all’Agenzia delle Entrate, uniformandosi alla Grande Distribuzione Organizzata.

Il rivenditore che sceglie questa opzione deve però aver comunicato l’opzione "digitale" entro il 31 dicembre e per una durata totale di quattro anni, iter utile comunque ad usufruire dei vantaggi sopra citati.

Il resto d’Italia potrà invece attendere l’entrata in vigore della normativa, che come tutte le novità genererà una serie infinite di polemiche, ma si pone come spartiacque nella gestione fiscale del commercio e nella lotta ai cosiddetti "furbetti dello scontrino" che fino sono riusciti ad eludere la morsa dei controlli gestiti dall’Agenzia delle Entrate e dalla Guardia di Finanza.

 

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