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Canone rai in bolletta

Sta ormai per diventare realtà l'ipotesi dell'inserimento del canone Rai nella bolletta elettrica. Il voto favorevole del Senato alla fiducia richiesta dal governo sulla Legge di Stabilità, è infatti servito a recepire il cosiddetto maxiemendamento contenente la spalmatura del canone in dieci rate mensili.

CANONE RAI IN BOLLETTA
CANONE RAI IN BOLLETTA

Ora la definitiva approvazione del provvedimento prevede un iter ben preciso, la cui prossima tappa sarà la stesura di un decreto da parte del Ministero dello sviluppo economico. Entro un termine di 45 giorni il dicastero guidato da Federica Guidi dovrà emanare il decreto in cui saranno precisati modalità e termini entro i quali instradare il tutto, dopo aver provveduto a muoversi in concerto con MEF (Ministero dell'Economia e delle Finanze), e l'Aeeg (l'autorithy che regola il mercato dell'energia elettrica, del gas e dell'acqua).


La buona notizia contenuta all'interno del provvedimento è quella relativa alla discesa del canone Rai, il quale a decorrere dal prossimo anno calerà a cento euro, tredici in meno di quanto previsto nell'anno in corso. Il suo pagamento sarà inserito nella bolletta elettrica, con la corresponsione di dieci rate di eguale importo da addebitare direttamente sulla fattura. L'importo di ogni rata dovrà essere chiaramente indicato sulla bolletta e non sarà gravato da tasse aggiuntive, ovvero non potrà essere considerato a fini fiscali.
Per quanto riguarda le cifre riscosse in questo modo, esse dovranno essere poi girate all'erario entro e non oltre il ventesimo giorno del mese susseguente a quello in cui sono state versate dall'utente.

Il processo innescato in questo modo, quindi, dovrà avere termine il 20 dicembre del 2016, quando in pratica ogni cittadino dovrà avere corrisposto il canone. Al fine di rispettare i tempi tecnici di cui necessitano i sistemi di fatturazione per essere adeguati, la prima fattura dopo il primo giorno di luglio del 2016 vedrà l'addebito cumulativo di tutte le rate scadute.
All'interno del decreto saranno contenute anche le sanzioni cui andrà incontro chi dovesse optare per il mancato pagamento. Le multe previste in questo caso possono variare da un minimo del doppio ad un massimo di sei volte l'importo del canone, ovvero da duecento a seicento euro.
In pratica con l'adozione di questo provvedimento il possesso e l'utilizzo di un mezzo televisivo viene ad essere presunto tramite il semplice possedimento di un'utenza elettrica. Il canone è comunque dovuto una sola volta, prescindendo dal numero di televisori effettivamente posseduti dal titolare dell'utenza.
Il problema maggiore è ovviamente quello relativo ai cittadini che non possiedono un televisore. Per questa particolare categoria di persone si renderà necessario l'invio di una documentazione all'Agenzia delle Entrate in grado di comprovare quanto affermato. Sarà poi lo stesso ente a produrre un elenco dei soggetti esenti dal pagamento del balzello che sarà successivamente inviato alle aziende elettriche.
Va poi ricordato come proprio grazie al maxiemendamento votato dal Senato sarà possibile destinare le maggiori entrate prodotte in tal modo all'Erario, per essere poi utilizzate al fine di esentare dal pagamento tutti coloro che abbiano raggiunto i 75 anni di età, e all'interno di un Fondo esplicitamente varato per ridurre la pressione fiscale.
Si tratta di un provvedimento teso con tutta evidenza a contrastare un fenomeno sempre più massiccio nel nostro Paese, se si pensa che nel corso degli ultimi cinque anni di cui sono disponibili i dati i morosi sono aumentati in una percentuale del 48%. Un dato che ha comportato un vero e proprio crollo del gettito, calato del 9,4%, attestandosi quindi a quota 1,6 miliardi di euro. Sono ormai ridotti a 15,7 milioni coloro che versano il canone, a fronte di un numero dei potenziali abbonati che dovrebbe invece essere aumentato tra il 2010 e il 2014 di quasi un punto percentuale. In realtà il dato relativo al numero degli effettivi paganti è invece calato dell'1,7%, mentre la somma tra morosi e disdette ha visto un vertiginoso aumento del 37,2%.
Dati che hanno spinto il governo ad intervenire con un decreto che però è stato immediatamente criticato dalle associazioni di difesa dei consumatori, con Federconsumatori e Adusbef pronti a bollare il provvedimento come illegale. Un giudizio determinato dal fatto che in tal modo saranno chiamati a pagare anche coloro che non possiedono un televisore, trasformando le aziende elettriche in veri e propri esattori.

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