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IVA Reverse charge: funzioni particolari del software gestionale LibertyCommerce

https://www.libertycommerce.it/blog/2015/04/iva-reverse-charge-funzioni-particolari-del-software-gestionale-libertycommerce-11/

logo_revcharge Cari amici, bentornati. Oggi andremo ad analizzare una delle tante funzioni particolari inserite all'interno del software gestionale LibertyCommerce 11: la funzione IVA Reverse Charge. Per chi non è addetto ai lavori o per chi non ha avuto esperienza diretta nella contabilità della propria azienda, andrò innanzi tutto a spiegare di cosa si tratta e quando viene applicata.

L'Inversione Contabile, o Reverse Charge è un particolare meccanismo di applicazione fiscale dell' IVA , per effetto del quale colui che beneficia di una cessione di beni o prestazione di servizi, se soggetto passivo nel territorio dello Stato, è tenuto all'assolvimento dell'imposta in luogo del cedente o di colui che presta il servizio. Questo significa che le operazioni fatte in regime di Reverse Charge sono transazioni soggette ad IVA, con la particolarità che il "cliente", al momento del pagamento, versa solo l’imponibile al "fornitore", mentre l’IVA la versa quest'ultimo direttamente all’ Erario. Pertanto, il regime di Reverse Charge non deve essere confuso con i regimi di esenzione o fuori campo che hanno ben diversa natura ed applicazione.

Ma perché, dunque, è stato introdotto questo sistema tributario, e quando viene applicato?

L'utilizzo del regime del Reverse Charge è già stato introdotto dall' articolo 17 comma 6
Revcharge_exfatt del Dpr 633/1972 (quello che istituito l'imposta sul valore aggiunto e la sua applicazione) per regolamentare più agevolmente gli scambi in argento e oro fra soggetti contribuenti anche all'interno della Comunità Europea oltre che nel territorio nazionale. Poi, integrazioni più recenti hanno sviluppato e allargato i campi di applicazione anche e soprattutto per contrastare principalmente le frodi fiscali visto che, così facendo, Il cedente non corre il rischio di “dimenticarsi” di versare l’IVA mentre il cessionario non può “dimenticarsi” di annotare l’IVA sul registro Vendite (diversamente, non quadrerebbe la registrazione). Il sistema è stato pensato fondamentalmente per alcuni settori, soprattutto quello edile (in particolar modo per ciò che concerne i rapporti tra subappaltatori o tra subappaltatore e appaltatore), quello del risparmio energetico, dell'informatica (limitatamente ai microprocessori) e della telefonia (telefoni cellulari). Nel marzo del 2012 l’applicazione del Reverse Charge è stato esteso anche alle prestazioni generiche di servizi da parte di fornitori UE ad imprese italiane e viceversa: prima erano regolamentate solo le cessioni di beni.

Ma come si fattura concretamente con il REVERSE CHARGE?

Prima di capire in che modo il programma LibertyCommerce 11 gestisce la funzione di Reverse Charge, vediamo cosa accade nel cartaceo delle contabilità aziendali coinvolte in questo regime fiscale.

Il fornitore dei beni o dei servizi assoggettati a Reverse Charge, emette una fattura, come d'abitudine, con l'imponibile ma senza indicare l'IVA , riportando la dicitura di legge "reverse charge ai sensi dell'art. 17 DPR 633/72 e annotando il documento nel registro delle vendite.

Il cessionario, invece, che riceve questa fattura la deve registrare indicandone anche l’Iva e, attraverso un meccanismo di "auto fatturazione" l' annoterà sia nel registro delle vendite che anche in quello degli acquisti, in modo da rendere neutro il tributo.

Tutto ciò è visto sotto il profilo contabile della partita doppia ovvero quanto il commercialista deve fare, nel caso l'azienda sua assistita operi con questo regime fiscale. Poiché il software gestionale LibertyCommerce 11 non gestisce direttamente le partite contabili con i mastri e le gestioni di costi e ricavi ma semplicemente assiste l'azienda nella fase di fatturazione e di redazione della primanota da passare al professionista, nel caso di spunta del Reverse Charge all'interno della scheda Cliente /fornitore e del prodotto specifico, il programma farà in modo che la fattura in emissione non calcoli l'IVA, che l'imponibile sia quanto figura come netto a pagare e che la dicitura di cui si parlava prima compaia nel campo descrizione. Per la registrazione di un documento passivo, invece, il problema non sussiste perché inserendo la fattura la si "copierà" così come si presenta senza aggiungere l' IVA per evitare che i totali delle statistiche e degli scadenzari si alterino.Ovviamente, essendo un meccanismo fiscale legato a certi tipi di prodotti o prestazioni, la fattura potrebbe esserne interessata solo parzialmente e presentare quindi parte dei prodotti soggetti regolarmente all'IVA vigente e parte invece soggetti a IVA reverse charge. Va ricordato che tale funzione è disponibile solo per la versione Advanced, Enterprise e Restaurant escludendo quindi la Mini e la Base.

Se il fornitore o il cliente sono esteri e trattano articoli facenti parte dell' elenco previsto dal decreto presidenziale e sue successive modificazioni, per abilitare LibertyCommerce 11 occorre entrare nella scheda anagrafica cliente/fornitore e mettere la spunta alla voce corrispondente:

sel_revcharge_cliente

Allo stesso modo occorre, per ogni prodotto interessato, abilitare la spunta nella sua scheda specifica:

sel_revcharge_prodotto

facendo attenzione a selezionare nel menù a tendina, la dicitura corretta.

Per quanto riguarda le statistiche, nella sezione Statistiche / IVA / Percentuali IVA, è possibile controllare in tempo reale il totale in euro dell'IVA soggetta a Reverse Charge.

Spero di aver dissipato ogni dubbio sull'argomento che per sua natura non è del tutto semplice. Come sempre potrete contattarci per qualsiasi altro chiarimento. Grazie e a presto!

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