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Fattura professionista o parcella

https://www.libertycommerce.it/blog/2015/11/fattura-professionista-o-parcella/

Nella complessa economia italiana la fatturazione ha indubbiamente un ruolo chiave. La fattura costituisce il documento contabile per eccellenza, poiché a partire da questo giustificativo contabile hanno seguito la redazione dei bilanci e il pagamento delle imposte, per tale ragione esistono diversi tipi di fatturazione (differita, immediata, ecc...), con diverse caratteristiche e con modi di emissione tra di loro altrettanto specifici. Chi non è del settore ignora, però, che esiste un tipo di fattura denominata "parcella" che rappresenta, di fatto, una forma di fatturazione cui sono obbligati i professionisti.

Generalità sulla parcella
Quando un professionista quale potrebbe essere un notaio, un avvocato, un commercialista, un geometra emette un giustificativo contabile, rilascia una "parcella". In genere in base alle leggi italiane tutte le professioni intellettuali emettono una parcella. Questo documento contabile nei tempi passati era denominato notula, proprio perché una delle prime categorie a utilizzare la parcella è stata quella dei notai. Nella parcella sono comprese le indicazioni che contengono tutte le voci concernenti una prestazione professionale intellettuale. Ma a differenza della normale fattura, la parcella oltre a contenere le informazioni obbligatorie per legge è anche comprensiva della ritenuta di acconto. Gli Ordini professionali hanno spesso obbligato i loro membri a "configurare" la parcella in base ai loro statuti ed alla loro disciplina normativa.

A cosa serve la parcella
La parcella giustifica, con le conseguenze che in seguito possono derivarne, l'aver eseguito delle prestazioni professionali, per le quali si esige un pagamento, nell'interesse di una terza parte (il cliente). Come la fattura ordinaria ad esempio è emessa quando si acquista della merce, o nell'esecuzione di un servizio, cosi la parcella viene emessa quando si "acquista" da un professionista il suo sapere. Le professioni intellettuali non vendono nulla di concreto, ma il loro sapere è essenziale in molti campi e in molti settori. Si pensi a un dottore commercialista, non vende nulla di concreto, ma vende la propria conoscenza specifica affinché il contribuente possa correttamente redigere un bilancio per evitare di incorrere in sanzioni dovute ad errori o omissioni verso l'Agenzia delle Entrate. Oppure prendiamo per esempio un architetto, la struttura edilizia non la vende certamente lui, ma senza il suo intervento la struttura non può essere costruita. La parcella è l'importo dovuto ad un professionista per il suo lavoro intellettuale. Attenzione a non confondere la parcella con la Fattura professionisti o la Fattura provvigioni, poiché anche queste tipologie di fatture includono la ritenuta d'acconto, ma non sono parcelle.

Anatomia documentale della parcella
Le parcelle sono documenti controversi, nel senso che per alcune attività come le consulenze di professionisti senza obbligo di albo sono facili e veloci, mentre per altre attività (quelle che richiedono le iscrizioni ad Albi e Ordini) possono essere talmente complesse da dover ricorrere necessariamente ai cosiddetti Tariffari prima di comporre correttamente il documento da emettere. Ovviamente oggi con la fatturazione elettronica, grazie all'informativa è tutto più semplice, ma non va dimenticato che la parcella potrebbe avere una complessa anatomia, e che non può essere redatta all'istante; per questo motivo spesso si usa il progetto di parcella o la fattura pro-forma, in cui sono presentati ai clienti i costi che conterrà in seguito la sua reale parcella, prima ancora che il servizio vero e proprio sia espletato. La parcella di professionista iscritto ad Albi ed Ordini, pur variando di complessità e comunque costituita da:
- Intestatario della parcella (anagrafica, indirizzo, codice fiscale e/o partita iva dove previsto);
- Le anticipazioni che il professionista fa allo Stato per conto di un cliente (per esempio notai ed avvocati) al fine di ottenere servizi o documenti;
- Le competenze vere e proprie (che, di fatto, sono chiamati onorari) che costituiscono in un certo senso il profitto del professionista con la descrizione delle voci che costituiscono le prestazioni eseguite;
- Gli oneri previdenziali relativi alla categoria;
- Le spese sostenute per conto del cliente (spese di studio per esempio) diverse dalle anticipazioni allo Stato;
- L'iva come previsto per legge nella misura percentuale di volta in volta stabilita dalle norme fiscali (quella vigente è del 22%);
- La ritenuta d'acconto nella misura anch'essa stabilita dalle leggi fiscali (attualmente è del 20%)
- Importo totale da pagare e modalità di pagamento.
Ormai la parcella è emessa da tutti i professionisti con l'aiuto di software, realizzati allo scopo in base ai diversi Ordini Professionali ed al loro tariffario, proprio per la corposa presenza di voci che descrivono il tipo e la natura della prestazione.

Esempio di una parcella emessa da un avvocato
Per illustrare meglio la complessità della parcella ecco qui un esempio che fa riferimento alle prestazioni espletate da un avvocato. Per semplificare abbiamo utilizzato importi semplici, 100 euro di diritti e 100 euro di onorario (il guadagno vero e proprio per l'avvocato). Avremo quindi questa parcella:
- Diritti: 100 euro
- Onorari: 100 euro
- Spese Generali (15%): 30 euro
- Contributo Previdenza (4%): 9,20 euro
- Imponibile: 239,20 euro
- Iva (22%): 52,62 euro
- Totale importo: 291,82 euro
- Ritenuta d'acconto: (20%): 46 euro
- Totale da pagare: 245,82 euro
Da quello che si può vedere una prestazione di 100 euro con diritti di 100 euro, lievita fino a quasi 300 euro per poi abbassarsi del 20% grazie alla ritenuta d'acconto che è sottratta dall'importo totale.
Da quanto si può comprendere le parcelle possono essere veramente complesse e per alcune prestazioni professionali, come quelle di Architetti ed Ingegneri è quasi obbligatorio ricorrere a strumenti informatici.

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