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Quando scegli TD22 o TD23 ti chiede di indicare il fornitore (obbligatorio) e l’eventuale fattura collegata del fornitore
poi si compila l’autofattura come fosse una normale fattura, indicando nella riga di descrizione i riferimenti alla fattura del fornitore e all’estrazione dei beni ed indicando sia prezzo unitario che IVA perchè queste autofatture devono avere sia imponibile che IVA che totale ivato
I codici TD22 e TD23 della fatturazione elettronica si riferiscono specificamente alle operazioni di estrazione di beni da un deposito IVA. L’utilizzo di questi codici permette di assolvere l’imposta tramite il meccanismo del reverse charge o tramite versamento diretto.
TD22 – Estrazione beni da deposito IVA
Si utilizza quando l’IVA deve essere assolta tramite integrazione o autofattura (reverse charge) al momento dell’estrazione dei beni per la loro immissione in consumo nel territorio dello Stato. []
- Ambito di applicazione: Beni introdotti nel deposito a seguito di un acquisto intracomunitario o di immissione in libera pratica (importazione).
- Chi lo emette: Il soggetto che estrae i beni (cessionario).
- Compilazione:
- Cedente/Prestatore: Dati del fornitore estero (UE o extra-UE).
- Cessionario/Committente: Dati del soggetto che estrae i beni (se stesso).
- Natura IVA: Generalmente si applica l’aliquota ordinaria, poiché l’imposta viene assolta con l’integrazione
TD23 – Estrazione beni da deposito IVA con versamento dell’IVA
Questo codice è specifico per i casi in cui l’IVA non viene assolta tramite reverse charge contabile, ma deve essere effettivamente versata dal gestore del deposito per conto del soggetto che estrae i beni. []
- Ambito di applicazione: Cessioni di beni già presenti in Italia che vengono introdotti in un deposito IVA.
- Differenza chiave: A differenza del TD22, il TD23 presuppone il versamento fisico dell’imposta all’erario tramite F24, solitamente gestito dal depositario.
- Utilizzo: Serve a documentare l’operazione di estrazione quando l’IVA è stata corrisposta separatamente. []
Riepilogo differenze
| Caratteristica | TD22 | TD23 |
|---|---|---|
| Operazione | Estrazione con reverse charge | Estrazione con versamento IVA |
| Origine beni | Acquisti Intra-UE o Importazioni | Beni già in Italia |
| Modalità IVA | Integrazione/Autofattura | Versamento (es. tramite gestore) |
Secondo la Guida dell’Agenzia delle Entrate, l’invio allo SDI di questi documenti è facoltativo (possono essere gestiti in formato analogico), ma caldamente consigliato per semplificare la precompilazione dei registri IVA
non è necessario riportare il dettaglio analitico di ogni singolo articolo presente nella fattura originale del fornitore. Secondo le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate, per le autofatture e le integrazioni (inclusi i codici TD22 e TD23), è sufficiente che il documento consenta di identificare l’operazione a cui si riferisce. Ecco come puoi procedere per semplificare la compilazione: Riferimento sintetico: Puoi inserire una descrizione generica (es. “Integrazione IVA su acquisto beni come da fattura n. X del giorno Y”) che rimandi ai dati della fattura originale. Dati essenziali: L’importante è che i valori economici (imponibile e aliquota IVA) corrispondano al totale della merce che stai estraendo o regolarizzando. Conservazione: Poiché l’autofattura elettronica deve essere “agganciata” alla fattura del fornitore (che conserverai nei tuoi registri), non c’è bisogno di duplicare decine di righe di articoli. Nota tecnica: Nel blocco 2.1.6 <DatiFattureCollegate> del file XML, puoi inserire gli estremi della fattura del fornitore per creare un collegamento univoco e sicuro tra i due documenti.


